====================================================================================================
La bussola
La bussola è lo strumento di
base per potersi orientare con qualsiasi condizione
meteorologica. E’ formata da un ago magnetico libero di girare su di un piano
orizzontale, che, per effetto del campo magnetico terrestre si posiziona sempre
lungo il meridiano del luogo, segnando quindi la direzione N – S. Quasi sempre
una delle due estremità dell’ago è colorata o a forma di freccia: è la parte che
indica il Nord. Vi sono molti tipi di bussole a seconda degli usi a cui sono
destinate; ad esempio quelle per uso terrestre hanno stampato sul fondo i punti
cardinali o la rosa dei venti. Di solito le bussole sono con graduazione
sessagesimale (divise in 360°) ed in senso orario; solo alcune militari hanno
una graduazione millesimale (divise in 6400° millesimali). Un altro particolare
molto importante delle bussole è che ve ne sono alcune in cui l’ago calamitato
appoggiato su di un perno (a volte munito di rubino per diminuire gli attriti),
ruota nell’aria contenuta nella scatola della bussola. In altre, tale scatola,
ovviamente stagna, è riempita di liquido che può essere glicerina, petrolio
bianco o miscela di acqua e alcool. Questo composto che evita che si geli alle
basse temperature, ha lo scopo di rallentare il movimento dell’ago magnetico e
di evitare che si muova continuamente mentre si esegue un rilevamento. L’ago
immerso in liquido è molto stabile e permette quindi di fare rilevamenti con
maggiore rapidità. E’ questo un particolare importantissimo, tenuto anche conto
che in montagna ci si trova spesso in posizione scomoda. Infine bisogna sempre
ricordare quanto sia importante, maneggiando la bussola, tenerla lontana da
masse metalliche. La loro influenza, variabile a seconda dei tipi di bussola,
può raggiungere anche parecchi gradi, con le conseguenze che si possono
immaginare.
Declinazione magnetica
La direzione che ci dà l’ago della bussola non è esattamente quella del nord geografico, ma forma con il meridiano su cui ci troviamo un angolo detto "declinazione magnetica" che cambia da luogo a luogo e per una stessa località anche con il passare del tempo. Quindi per ottenere un preciso orientamento con la bussola, occorre conoscere il valore di quest’angolo. La declinazione magnetica è comunque sempre segnata sulle carte topografiche assieme all’anno di osservazione ed all’aumento o diminuzione annuale; è quindi semplice calcolarla al momento dell’osservazione. Il problema della declinazione magnetica è abbastanza limitato per chi frequenta le Alpi o gli Appennini, dato che attualmente l’angolo è piuttosto trascurabile. Inoltre, per l’uso che si fa in montagna della bussola, un grado o due di errore non ha una grossa importanza.
Uso della bussola
Le bussole più funzionali hanno una fessura o linea di mira per effettuare i rilevamenti degli azimut o delle direzioni che ci interessano ed uno specchio inferiore o superiore inclinabile che consente di osservare contemporaneamente attraverso la fessura e il cerchio graduato e di ruotare così quest’ultimo portando l’indicatore del Nord o lo zero della graduazione in corrispondenza della punta dell’ago calamitato che indica il Nord. A questo punto si potrà spostare la bussola dall’occhio e leggere in quale direzione è l’oggetto che abbiamo rilevato. Sapremo così l’azimut, cioè l’angolo che forma la direzione dell’oggetto rilevato con la direzione del Nord (misurato in senso orario). Riporteremo lo stesso angolo sulla carta partendo da un punto conosciuto, sia questa la nostra collocazione o l’oggetto che abbiamo rilevato e che naturalmente sappiamo trovare sulla carta. Quindi una bussola ideata appositamente facilita le cose. Se questa ad esempio ha il fondo trasparente, potremo far coincidere il reticolo della bussola con una corrispondente linea della carta (meridiani, paralleli, reticolato chilometrico) e tracciare lungo tale bordo diritto una linea che sfiora il luogo in cui ci troviamo e l’oggetto rilevato. Più punti riusciremo a rilevare più precisa sarà la nostra posizione.
Concetto di azimut
Tovandoci
nel punto A l’azimut della quota 1873 sarà di 45° mentre dal punto B sarà di
208°.Uso di goniometro rotondo in plastica trasparente per riportare un
rilevamento sulla carta. La linea 0° - 180° (Nord -
Sud) è situata verticalmente, parallela ai meridiani con il punto di
osservazione al centro. Sulla graduazione in senso orario, quella esterna in
corrispondenza dei 45° avremo il punto che, unito a quello di osservazione, ci
darà la direzione dell’azimut rilevato.
Orientamento con il sole
La posizione del sole, all’incirca, alle 6 corrisponde all’Est; alle 12 al Sud; alle 18 all’Ovest. Sfruttando questa conoscenza in modo molto pratico per orientarsi con il sole bisogna posizionare l’orologio in modo che la lancetta delle ore sia rivolta verso il sole. Dividendo quindi l’ora dell’osservazione per due avremo l’ora che indicherà il Nord.L’importante è non dimenticare che nelle ore pomeridiane l’ora va espressa con l’indicazione totale (ad es. ore 15,30 o 17,20 e non 3,30 o 5,20) altrimenti invece del Nord avremo il Sud. Siccome sono le 12, posizioniamo la lancetta delle ore in direzione del sole; quindi nella direzione delle 6 (12:2) avremo il Nord.
Orientamento con le stelle
Con
il cielo sereno, di notte, possiamo orientarci con la Stella Polare. Questa
stella la troviamo in direzione Nord nel cielo dell’emisfero boreale, cioè il
nostro e appartiene alla costellazione dell’Orsa Minore o Piccolo Carro.
Possiamo trovarla con facilità cercando l’Orsa Maggiore o Gran Carro, formata
da sette stelle visibili e facilmente riconoscibili. La Stella Polare è
l’ultima del timone del Piccolo Carro e la troviamo sulla linea immaginaria
che unisce le due stelle posteriori del Gran Carro.Se non Avessimo gli
strumenti necessari per stabilire dove si trovi il Nord e ci trovassimo di
notte, con il cielo coperto o di giorno nella nebbia, bisognerà ricorrere a
tutti quei piccoli indizi che la pratica e l’osservazione ci possono dare. Un
aiuto per facilitarci le cose, è riuscire a fotografare nella mente più indizi
possibili da ricordare nel caso ci trovassimo nella nebbia. Il muschio sugli
alberi e sulle rocce, il sottobosco più umido, sono in generale degli indizi
per trovare il Nord. Le rocce brulle invece, indicano il Sud; il maggior
numero di cespugli li troviamo sui versanti Est e Ovest. Anche il vento a
volte può darci delle indicazioni utili con la sua direzione. Se ad esempio
nell’istante in cui sopraggiunge il buio o la nebbia osserveremo la direzione
del vento, sapremo proseguire in quella stessa direzione: è sufficiente
continuare a camminare ricevendo il vento dalla stessa parte del corpo. Ci
sono ancora altri elementi per orientarsi; però la bussola rimane un aiuto
prezioso e non avendo un peso eccessivo conviene sempre tenerla nello zaino.
L’altimetro
Un altro strumento molto
importante per orientarsi in montagna è l’altimetro che basandosi
sulla pressione atmosferica del luogo, indica la quota del punto in cui ci
troviamo. Tale pressione, cambia con l’altezza ed ha in media il valore di una
atmosfera calcolata sul livello del mare. Essa si può misurare con una piccola
scatola metallica stagna dove all’interno è stato creato il vuoto d’aria.
Aumentando la pressione, la scatola tenderà a schiacciarsi; in caso contrario
tenderà a gonfiarsi. Sfruttando questo principio, vengono costruiti i
barometri(misuratori di pressione atmosferica). Gli altimetri, che in pratica
sono lo stesso strumento, hanno un cerchio esterno, graduato in metri di
altitudine; questo può girare rispetto a quello della pressione , per poter
essere tarato e consentire la lettura esatta. Praticamente la lancetta dello
strumento segna la pressione riferita alla quota in cui ci troviamo, però la
pressione può anche cambiare per variazione del tempo e della temperatura. Se
tale pressione tende a salire, significa che il tempo è volto al bello;
viceversa se tende a scendere è volto al brutto E’ assolutamente
indispensabile per avere valori attendibili, tarare l’altimetro tutte le volte
che incontriamo un punto quotato, cioè far coincidere la lancetta con il
valore esatto dell’altitudine del punto in cui ci troviamo. Le quote indicate
così saranno coincidenti o molto vicine a quelle reali.
Valutazione d’insieme del terreno
.
Se ci troviamo in luogo che conosciamo sulla carta
(strada, ponte, torrente, sentiero ecc.) e vogliamo individuare sempre su
questa, un monte che non conosciamo e vediamo, portiamo all’occhio la bussola,
puntiamo in direzione del monte che ci interessa e allo stesso tempo facciamo
coincidere il Nord del cerchio graduato con il Nord dell’ago calamitato. Ora
potremo spostare la bussola e leggere l’azimut della direzione del nostro
oggetto rilevato (in questo caso il monte) cioè l’angolo che forma tale
rilevamento con il meridiano che passa per il punto in cui ci troviamo.
Occorrerà riportare sulla carta con un segno di matita il rilevamento fatto a
partire dal punto in cui ci troviamo. Questo segno passerà in tutti i punti
per quella direzione e sarà così semplice determinare la montagna che ci
interessa in quanto altre cose, notate sia sulla carta che sul terreno, ci
aiuteranno nella sua individuazione (ad es. la forma della montagna, la sua
quota rispetto alle altre, le caratteristiche della sua parete). Per portare
un azimut sulla carta abbiamo tre metodi.Se abbiamo la bussola a fondo
trasparente, occorrerà, effettuato il rilevamento, appoggiarla sulla carta,
senza considerare l’angolo, con il lato dritto a sfiorare il punto in cui
siamo e far coincidere girando la bussola le linee Nord – Sud oppure Est –
Ovest con quelle della carta, per avere così la direzione voluta.
Dobbiamo riportare sulla carta il rilevamento dell’angolo letto sulla bussola con un semplice goniometro di plastica trasparente facendo coincidere il suo centro con il punto in cui ci troviamo, lo zero con il nord della carta e facendo un segno in concomitanza dell’angolo rilevato. Unendo poi i due punti in precedenza segnati otterremo la direzione del rilevamento fatto.
Non avendo la bussola a fondo trasparente dovremo orientare in anticipo la carta, effettuare il rilevamento e ponendo la bussola sulla carta, far coincidere il Nord dell’ago magnetico con la direzione del Nord sul cerchio graduato: il lato dritto della bussola andrà posto a sfiorare il punto in cui ci troviamo e ci indicherà così sulla carta il nostro rilevamento.
Come possiamo notare solo nel terzo sistema bisogna orientare la carta, dovendo rimediare al fatto che, non avendo la bussola il fondo trasparente, per poterla usare eventualmente come goniometro occorrerà riferirsi alla direzione del Nord magnetico.
Trovare il luogo in cui ci si trova
Può succedere di aver
pedalato per molto tempo in una zona poco conosciuta con
scarsa visibilità e di avere al ritorno di essa la necessità di sapere dove ci
troviamo. Guardando la carta ed individuando con sicurezza almeno due elementi
nell’ambiente attorno a noi potremo con facilità " fare il punto". Occorrerà
rilevare i due punti noti, ad esempio la cima di un monte e di un passo, che
riusciamo a riconoscere sulla carta; riportare i due azimut su questa, facendo
sfiorare il lato dritto del goniometro o della bussola sui due punti noti, per
trovare all’incrocio delle due linee segnate il luogo in cui ci troviamo.
Perché ciò sia il più attendibile possibile, sarà opportuno che i due punti
rilevati si trovino
in
angolazioni diverse e possibilmente ad un angolo di circa 90° l’uno
dall’altro. Se poi abbiamo la possibilità di rilevare più punti, la nostra
posizione sarà ancora più precisa: anche se le linee che indicano i
rilevamenti fatti raramente si troveranno in un punto, ma formeranno un
disegno geometrico in cui dentro ci sarà le nostra posizione.
Seguire una direzione stabilita
In molte occasioni può succedere di dover seguire una qualsiasi direzione sul terreno con l’aiuto della bussola. L’arrivo della nebbia o più semplicemente della notte in una zona con pochi riferimenti come una vasta pianura o una zona boscosa, può obbligare l’uso della bussola per continuare la nostra escursione. Bisognerà saper trovare sulla carta il punto raggiunto e quello verso il quale si vuole proseguire. Misureremo sulla carta l’azimut che dovremo seguire con la bussola o con il goniometro. Ponendo il caso che si usi la bussola, metteremo il lato dritto a sfiorare il punto in cui ci troviamo e quello della nostra meta; gireremo poi il quadrante fino a far coincidere la direzione Nord Sud del fondo trasparente con le stesse direzioni della carta. Avremo così calcolato l’azimut e potremo quindi togliere la bussola dalla carta. Se per caso non ci fosse completamente visibilità e nemmeno punti di riferimento, dovremo farci aiutare dal nostro compagno/i. Essi andranno più avanti di noi nella direzione stabilita e controllando frequentemente con la bussola si farà deviare il primo compagno della fila destra o l’unico che abbiamo, in modo da tenere la direzione voluta più esatta possibile. Bisogna ricordare che non è facile andare dritti in mancanza di visibilità, perché si ha la tendenza a piegare a destra o a sinistra.
Aggirare un ostacolo mantenendo la direzione di marcia
A volte può succedere, quando si segue una direzione stabilita, di trovarci davanti un ostacolo che ci fa deviare temporaneamente da questa direzione per poi riprenderla. In caso di visibilità che ci fa vedere il terreno al di là dell’ostacolo, dovremo individuare con la bussola un elemento riconoscibile nella nostra direzione di marcia e raggiungerlo dopo aver aggirato l’ostacolo, per poi riprendere la nostra direzione. Nel caso non vi fosse visibilità, il modo più semplice è quello di deviare a destra o a sinistra di 90°, continuare in questa direzione il pezzo necessario controllando con il computer della nostra mountain bike la distanza percorsa, ritornare nella direzione precedente e senza tenere conto di altri riferimenti pedalare quanto serve per superare l'ostacolo; deviare nuovamente nella direzione opposta di 90° e percorrendo la stessa quantità di metri o chilometri dalla prima deviazione, raggiungere la nuova posizione sul prolungamento dell’itinerario primitivo e con una conversione di 90° riprendere quindi il percorso nella direzione voluta.
Uso dell’altimetro per l’orientamento
Come già detto, l’altimetro, oltre ad indicare la quota, può avere anche altre applicazioni insieme alla carta ed alla bussola.Se ad esempio ci si trova al bivio di un sentiero e non si sa quale strada prendere, l’altimetro, con l’aiuto della carta, ci dirà se il bivio che ci troviamo di fronte è quello giusto o se ce n’è un altro più avanti. Con le curve di livello, oppure con una quota riportata sulla carta, potremo sapere l’altitudine del punto che cerchiamo e controllare con l’altimetro la quota del punto in cui ci troviamo. Se ci si è sempre ricordati di tarare il nostro altimetro ad ogni punto quotato, avremo un riferimento in più per il punto fatto con il sistema dei rilevamenti degli azimut di due punti noti. Se l’altimetro non ci conferma l’altitudine del luogo in cui noi pensiamo di essere, significa che nei rilevamenti abbiamo sbagliato qualcosa e quindi dovremo ricontrollare tutto quanto. Se il nostro percorso è sicuro, come nel caso di una cresta, una valle, il "punto" ottenuto con l’altimetro sarà semplice da ottenere e molto preciso. Anche nel caso di fare il punto rilevando due punti conosciuti è possibile cambiare una delle due direzioni con una curva di livello, restando quindi da fare un solo rilevamento per avere la nostra posizione. Questo sistema è molto utile quando si riesce, come nel caso di un orizzonte nuvoloso, ad individuare un solo elemento conosciuto; basterà rilevare l’azimut di tale oggetto e riportarlo come sempre sulla carta. L’incrocio del rilevamento con la curva di livello in cui ci troviamo ci darà la nostra posizione. Con l’altimetro sarà semplice stabilire quando si è arrivati su una isoipsa e continuare poi partendo da un luogo sicuro verso la meta seguente. Va anche tenuto conto che, se in mancanza di visibilità, si voglia arrivare a un punto determinato semplicemente da direzione e quota, una volta raggiunta questa, senza trovare ad es. il bivacco o il rifugio che cerchiamo, potremo avere il dubbio se questo si trovi più a destra o a sinistra. Per non dover eseguire inutili esplorazioni nelle due direzioni, sarebbe meglio arrivare alla curva di livello con una direzione che ci porti decisamente a destra o a sinistra della nostra meta, che raggiungeremo in seguito pedalando in piano, in una direzione sicura. Un'altra utilizzazione di questo strumento per fare il punto è quello chiamato "tangente alla curva di livello". Usando il principio che per un piccolo tratto ogni curva di livello è rettilinea, potremo, una volta trovata la curva su cui ci troviamo, misurare la direzione di un tratto di essa con la bussola. Basterà far pedalare il proprio compagno in piano per dieci o venti metri e calcolare l’azimut di quel tratto di curva. Portando poi sulla carta tale angolo (azimut), il punto d’incrocio con l’isoipsa su cui ci troviamo c’indicherà la nostra posizione. Vi sono sicuramente casi, specialmente se il dubbio sulla nostra posizione varia su una grande zona di terreno, in cui tale tangente corrisponde a più punti. Con questa possibilità bisognerà verificare altre cose per individuare il punto in cui ci troviamo esattamente. Alcuni dei suggerimenti che si può dare per togliere un eventuale dubbio sono: la pendenza del terreno attorno, l’andamento della curva di livello alcuni metri più avanti o indietro, l’incontro, nel seguire la curva, di qualche altro elemento particolare.